sabato 22 novembre 2014

Abilmente Roma #2 Gli stand!

Ciao amici del Cavolo! Come promesso ecco un altro post che vi racconta della mia avventura ad Abilmente Roma (il primo post l'ho dedicato al workshop di My Washi Tape, clicca qui per vedere delle meraviglie in formato tape!). Oggi vi parlerò degli stand, delle cose che ho visto e dell'impressione generale che mi ha dato la versione romana della fiera. 
Iniziamo dalla fiera in sé. La location era facilmente raggiungibile grazie ai mezzi pubblici e ad un servizio navetta davvero efficiente. All'ingresso le file sono state davvero lunghe ma celeri. Grazie al buono sconto trovato sul numero scorso di CasaFacile, io e la mia amica Daniela siamo entrate pagando un biglietto ridotto. Varcata la soglia, ho guardato in basso ed il paradiso di stand mi ha accolto in tutte le sue varietà.


Passeggiando per gli stand ho notato che il trend di questo natale 2014 sarà il bianco in tutte le sue più ampie sfumature sino ad arrivare ai romantici grigi

Cuori di legno shabby

Cassette di recupero per svariati usi

Segnalibri con gufi

Passeggiando tra le vie della creatività sono stata colpita anche dai colori dei filati nei numerosi stand a loro dedicati.





Colore anche nelle opere d'arte esposte

Il mio amato Blu nello stand
dell'associazione "Sul filo dell'arte"
Opere dell'associazione "Sul filo dell'arte"


Menzione d'onore va allo stand di Lane d'Abruzzo, a mio dire lo stand più bello e delicato di tutti gli stand a tema filati presenti nella fiera. Ecco alcune idee trovate nel paradiso della lana naturale ad impatto zero!

Palline tricot presso lo stand di Lana d'Abruzzo

Lane naturali ed ecologiche ad impatto zero.

Bugia tricot di Lana d'Abruzzo
Tra gli stand, nonostante il mio entusiasmo, non ho trovato moltissime nuove idee o materiali inediti. Ho fatto soprattutto acquisti che vertevano su strumenti vari (forbici carine, macchinette e foratrici che vi mostrerò man mano in altri post perché sono davvero tantissimi!). La versione romana di Abilmente non è stata molto all'altezza dei miei sogni se paragonata alla versione vicentina. Insomma, si vedeva che era la prima volta romana. Il numero degli stand era la metà, l'affluenza media e i corsi piuttosto triti e ri-triti e costosetti. 
Una delle cose che ho notato è che non c'erano molte aree food&relax (solo 3!). E quelle poche erano monotone nell'offerta del cibo e prive di alimenti per chi, come me, è vegetariano o vegano. Peccato, mi sono dovuta accontentare di un pezzo di pizza freddo e misero. 
I bagni non ho capito dove fossero perché le indicazioni non erano chiare. Non ho visto nemmeno mappe dei percorsi diffuse nella fiera e la disposizione degli stand non aveva un preciso ordine tematico.
L'impressione generale che ho avuto è stata quella di immergermi in un mercatino natalizio di città, salvo aver pagato l'ingresso per potervi accedere.
Peccato, perchè sarebbe bastato un po' di attenzione verso i particolari e la prima volta sarebbe stata bella e istruttiva.
Mi auguro che il prossimo anno, memori dell'esperienza, gli organizzatori sappiano fare esplodere questa Fiera perchè potrebbe creare gli stessi numeri della versione vicentina. Insomma, per andarci deve valerne la pena, soprattutto per noi del sud Italia, costretti a macinare sempre km e km e spendere tanti soldi per raggiungere e soggiornare nei pressi di questi paradisi della creatività.
Un abbraccio e...al prossimo post!

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